lunedì, 19 maggio 2008

TEMPO DI RUNNING

Primavera, tempo di uscire all'aria aperta, tempo di eliminare giacche e cappotti per svelare... I bagordi dell'inverno! Allora tutti ai ripari: ci si improvvisa sportivi. C'è chi va in palestra e si affida ad un istruttore e chi va a correre e si affida al Fai da Te. La VELENOSA SPORT, FITNESS AND FOTTNESS ha condotto uno studio sui RUNNERS, ovvero tutte quelle persone che vanno in giro a correre. i risultati della ricerca sono stati strabilianti, tanto che siamo stati in grado di suddividere gli atleti in varie categorie. Quivi pubblichiamo le parti più significative del nostro lavoro...

PRINCIPALI CATEGORIE DI RUNNERS INDIVIDUATE

IL "MURAGLIA CINESE": è quello che, dopo aver passato stagioni e stagioni a tirar su pesi in palestra e a tirar giù miracolose pasticche a furor di muscolo, ha deciso che deve correre “perché si sente legato”. In effetti ve lo vedete venire incontro in stile Robocop, a gambe larghe, non perché ha problemi di controllo dello sfintere, ma perché i suoi quadricipiti hanno le dimensioni di un monolocale. Solitamente resiste un paio di settimane dopodiché smette, stanco di sentirsi paragonato ad un armadio quattro stagioni in cui è entrato per errore lo spirito di Dorando Petri o a Schwarzenegger in cui è entrato lo spirito di Pinocchio.  

IL RUGGINE: è il tipo “over over anta” che “quando era giovane correva e anche forte”. Memorabili i suoi risultati e le sue imprese ai Giochi della Gioventù del 1830 dove riuscì a battere Garibaldi sui 1000 metri e Nino Bixio nel lancio del giavellotto.  Lo potete notare dai mutandoni ascellari ben piantati su una circonferenza vita da far invidia a Cattivik e dalla maglietta delle Olimpiadi del 1928. Inconfondibile la fascetta che circonda la fronte che non serve per tergere il sudore, ma per tenere su la testa. La fascetta infatti è collegata ad un’astina in titanio che segue il profilo della colonna vertebrale e che è agganciata saldamente all’imbocco del retto.

IL  “ASPETTA UN MOMENTO”: è quello che di correre non ne ha la minima intenzione, ma non può sfigurare con gli amici. Si aggrega controvoglia alla compagnia dei runners, ma ogni tre metri si ferma perché nell’ordine: 1) deve bere; 2) gli si sono slacciate le stringhe; 3) deve puntare il cardiofrequenzimetro; 4) ha un crampo; 5) deve salutare una persona che ha visto e che non incontra da decenni. Dopo un’ora di tira e molla gli amici si decidono a fare uno sprint, abbandonandolo in mezzo al percorso. Vista la voglia di muoversi e la sua grande lena, lo vedranno rientrare all'alba, giusto prima di essere costretti a chiamare il "Chi l'ha visto".

L’APPESTATO: è uno dei peggiori in assoluto. Si presenta, ancora prima di iniziare l'allenamento, con la faccia da due novembre. Non appena partite comincia a snocciolare tutti suoi problemi fisici e psichici che vanno, dal gomito della lavandaia, all’ artrosi degenerativa, passando per la diverticolite del colon. Solitamente si presenta con le sembianze di un pollo pronto per il forno, da tanto è cosparso di oli ed essenze per scaldare i muscoli, decontrarre i legamenti, allargare il respiro e proteggere la pelle. L’unica cosa positiva è che dopo due minuti l’appestato, così unto e profumato, sarà attorniato da un nugolo di zanzare e moscerini che lo mangeranno vivo, lasciando in pace voi.

IL TECNICO: è quello che ha sempre corso, è sempre stato sportivo e che “sa tutto lui”! Si presenta come se fosse uscito dal catalogo della Nike o dell’Adidas, firmato da capo a piedi con un abbigliamento tecnico all’inverosimile. Ha stampata nella memoria la biografia di tutti gli atleti dal tempo della prima guerra mondiale sino ai giorni nostri, conosce tutti i tempi e i record da battere e sa tutto sulle tecniche di allenamento. Passa tre quarti d’ora ad istruirvi, parla come un libro stampato e voi vi sentite degli inferiori che quasi si vergognano ad allenarsi con un maestro di tale caratura.  Peccato che dopo dieci minuti che correte, vi accorgete che lui non c’è più: sarà quel misero puntino lontano da voi ormai un chilometro di cui notate solamente uno strano particolare. Noterete una bizzarra striscia rossa che gli penzola sul davanti: è la sua lingua.

IL CASCAMORTO: è colui che esce a correre solamente perché spera di fare incontri interessanti. D’abitudine è un solitario, raramente corre in compagnia e se lo fa è perché ha trovato uno della sua stessa razza. Ha una doppia andatura: per quasi tutto il tempo cammina e si trascina come un bradipo con la sciatica e solo quando incrocia un appetibile essere di sesso opposto si dà un contegno e corre tutto bello impettito a velocità sostenuta, per dimostrare la sua prestanza atletica. Dato che è solito girarsi per godere della visione del “lato B” della persona presa di mira o per vedere se ha scatenato qualche reazione, spesso lo si trova abbracciato ad un pino, con traumi e fratture multiple da collisione.

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sabato, 10 novembre 2007

NIENTE PANICO - LESSON ONE

Inizia da oggi un breve ciclo di lezioni per esorcizzare le paure più comuni, quelle che a tante persone potrebbero sembrare delle stupidaggini ma che ai vostri occhi rappresentano insormontabili montagne. Partiamo dalla classica claustrofobia, in particolare da quella paura che attanaglia molte persone quando si trovano a dover fare un tragitto in un ascensore, magari affollato. Come vincere il terrore? Come rendere piacevole il viaggio? Ecco una serie di preziosi suggerimenti …

1)     SCOREGGIATE: Sembra una banalità, ma il classico degli scherzi da ascensore è un ottimo deterrente contro la paura. Se già siete agitati non vi sarà difficile mollare una mefitica arietta. Dopo aver sganciato, puntate lo sguardo su colui/colei che più rappresenta l’immagine della stitichezza. Fatto questo rilassatevi e godetevi le occhiate di accusa e gli strali di odio che i presenti lanceranno in direzione di quello che voi avete virtualmente individuato come colpevole. Grazie al fatto che ognuno sopporta stoicamente le proprie puzze senza fare grande fatica, vi troverete a viaggiare immersi in un’atmosfera divertente per voi ma terrificante per gli altri.

2)    FINGETE DI ESSERE MATTI: Organizzare uno spettacolo di teatro dell’assurdo, facendo la parte dei mentecatti, vi darà modo non solo di mettere alla prova le vostre qualità espressive ma anche di trascorrere piacevolmente il tragitto in ascensore. Smanacciate di continuo come se voleste scacciare degli insetti dalle vostre orecchie, aprite il portafogli e urlateci dentro a squarciagola “Tutto bene lì dentro????”, fissate le persone ad una ad una e fate colare un rivolo di bava da un lato della bocca, o ancora, viaggiate abbracciati a un frigo portatile con impressa la scritta “Frattaglie umane”. Tenete le porte aperte, dicendo che state aspettando un collega, poi lasciatele chiudere ed esclamate: “Ciao Paolo, come è andata la giornata?”. Divertimento garantito…

3)    DATEVI IMPORTANZA: L'immagine e l'apparenza contano, quando non si vuol lasciar trasparire le proprie angosce. Quindi, non appena salite in ascensore datevi un contegno. Cercate di entrare per primi e salutate tutti quelli che entrano dopo di voi con una stretta di mano dicendo: “Buongiorno, sono il comandante”.  Oppure, premete il tasto di un piano, mettete la mano all’orecchio e pronunciate: “Capitano Kirk, data astrale 2020, velocità Warp”. O ancora, fingete di essere un assistente di volo e spiegate le procedure di evacuazione ai passeggeri. Un'altro suggerimento è quello di mettere una scrivania nell’ascensore e, non appena si aprono le porte, chiedere a chi sta per salire se ha preso appuntamento. 

4)    TROVATEVI UN PASSATEMPO: Anche se dovete trascorrere poco tempo in ascensore e comunque la cosa vi turba, trovate un hobby che vi distragga. Ad esempio organizzate un torneo di tresette col morto e offritevi per uccidere uno dei passeggeri. Portate una marionetta e parlate ai presenti attraverso il pupazzo. Sfidate tutti dicendo loro che di sicuro non riusciranno mai a infilarsi tre dita nel naso e a baciarsi il gomito, come fate voi.

5)     FATE IN MODO DI RESTARE SOLI PER AVERE PIU’ OSSIGENO A DISPOSIZIONE: Riuscire a stare in ascensore da soli vuol dire prendersela comoda e rilassarsi, rendendo il tragitto meno angosciante. Per allontanare le persone  bastano pochi e semplici accorgimenti. Mettete una scatola anonima  in un angolo: non appena l’ascensore è pieno, fate tacere tutti e chiedete se  per caso nessuno sente un ticchettio. Quando state per “decollare” iniziate a battere la fronte contro la parete e ripetete ossessivamente: “Zitti, dovete stare zitti!”. Fatevi trovare già all’interno dell’ascensore mentre ne auscultate le pareti con uno stetoscopio. Quando tutti sono saliti a bordo, toccatevi la fronte e mentre vi portate una mano alla bocca, sussurrate singhiozzando che vi viene da vomitare. Se tutto ciò è inutile, tornate alla fase 1. Scoreggiate … Ma prima di partire!

Ci auguriamo di aver fornito utili consigli. Arrivederci alla prossima lezione. A proposito … Non cercate di mettervi tre dita nel naso e non provate a baciarvi il gomito: è tutto lavoro sprecato!

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categoria:vita, consigli, proposte, persone, allegria, comportamenti
domenica, 26 agosto 2007

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER LAVORATORI

MOMENTO: Fine vacanze

LUOGO: Ovunque

Oggi, dopo tanto tempo, ho un pensiero, pieno di poesia e sofferenza, per chi sta per ricominciare il lavoro, dopo le vacanze, o lo ha appena ripreso! Per questa ragione, in un periodo caratterizzato dal persistere della voglia di far niente, se non di navigare su Internet alla ricerca di un Last Minute vantaggioso per la prossima occasione, ecco qualche prezioso consiglio di sopravvivenza sul posto di lavoro. Buona lettura …

COSA RISPONDERE SE IL CAPO VI BECCA MENTRE DORMITE SUL LAVORO

1) Dio, non ce la faccio più, sono disperato/a! Ieri ho tentato il suicidio con il gas… Ma sta facendo effetto adesso…

2)   All’ultimo corso manageriale ci hanno consigliato, come training per una miglior resa, un break di 15 minuti prima del brainstorming che porta al problem solving!

3)   Non dormivo. Ero appoggiato alla tastiera del computer, a bocca aperta, per testare la resistenza delle periferiche ad una colata di bava!

4)   Noooo! Mi ha interrotto proprio mentre stavo per trovare la soluzione al problema che ci affligge ormai da mesi e mesi e lei sa di cosa parlo!

5)   Devo protestare con chi ha invertito i tasti del caffè e della camomilla nel distributore automatico!

6)  (Sottovoce sospirato) E non indurci in tentazione, ma liberaci dal male, amen…

COME MASCHERARE I VOSTRI VERI INTENTI, IN MODO DA SEMBRARE, SEMPRE E COMUNQUE DEI LAVORATORI MODELLO

1)     Invece di dire: “Basta, vado a prendermi un caffè e che vadano tutti ‘affanculo!”, dovete utilizzare la frase: “ Mi assento per una colazione di lavoro, durante la quale avrò modo di trovare una giusta collocazione per ogni figura in azienda”.

2)    Non dite: “ Madonna, se non corro al gabinetto è un dramma: ho una caghetta da record!”. Più finemente ribadite che: “In un luogo preciso dell’azienda urge la mia presenza per una priorità organica”.

3)    Mai dire: “ Il capo mi ha detto che sono un somaro!”, ma ribadire: “ Il capo ha messo in evidenza la mia forza trainante…”

4)    Al posto di dire: “ Oggi non ho fatto un cazzo: ho passato la giornata a fare il solitario sul computer!” dovete dire: “Oggi ho portato avanti un’attività di conoscenza della tecnologia informatica”.

5)    Invece di dire: “Come al solito il capo me l’ha messo in quel posto!!!” replicate: “La dirigenza ha esaltato la mia professionalità a 90 gradi”

6)    Non dite mai: “Sono proprio l’ultima ruota del carro, qui dentro!”, ma puntualizzate che: “ Sono una delle quattro forze motrici di questa struttura!”

ALTRI CONSIGLI PRATICI E UTILI

1)     Presentatevi al lavoro vestiti a seconda dello stipendio che ricevete. Se vi presentate firmati Prada o Armani da capo a piedi il capo penserà che state bene e non vi concederà mai un aumento. Se, al contrario, vi presentate con i vestiti presi dal robivecchi il capo penserà che siete gente che non sa amministrare le proprie finanze e non vi concederà l’aumento.

2)    Cercate di rimanere magri. I lavoratori magri suscitano maggiore pietà nei capi, che concederanno pause pranzo lunghe perché c’è necessità di mangiare. Se siete in sovrappeso, vi sarà concessa una pausa di cinque minuti, il tempo che serve per trangugiare un beverone della Slim Fast.

3)    Quando lavorate, fatelo sempre in gruppo.  Avrete la possibilità di dare la colpa delle cazzate che combinate a qualcun altro …

4)    Badate bene a come componete la vostra famiglia. Nella vita sono due le cose importanti: la salute e la voglia di lavorare. Voi la salute ce l’avete, non vi resta che trovare l’anima gemella che abbia la voglia di lavorare!

PER FINIRE… LA PREGHIERA DA RECITARE OGNI MATTINA PRIMA DI RECARSI AL LAVORO

Oh Signore, donami la serenità di accettare  le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di quelli che ho dovuto uccidere oggi perché mi hanno rotto le palle. E inoltre, aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perché potrebbero essere collegati al culo che potrei dover baciare domani. Aiutami sempre a dare il 100% al  lavoro: 12% al Lunedì, 23% al Martedì, 40% al Mercoledì, 20% al  Giovedì, 5% al Venerdì. Aiutami a ricordare (quando ho proprio una brutta giornata e sembra che tutti abbiano voglia di rompere i maroni) che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandare tutti a cagare! Amen

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categoria:vita, lavoro, consigli, risate, proposte, persone
venerdì, 06 luglio 2007

BUON COMPLEANNO, VECCHIA MER..A!!!

MOMENTO: Oggi

LUOGO: Casa mia

Eccomi qua: un altro compleanno. Stamattina mi sono guardata allo specchio e mi sono fatta gli auguri nello stesso  modo in cui ho intitolato il post.  Il tempo corre troppo in fretta e mi sto avvicinando, anno dopo anno, al momento in cui avrò più rughe di un codice a barre, in cui Matusalemme mi cederà il posto sul pullman e in cui gli invitati alla mia festa si presenteranno solo per scaldarsi le mani con le candeline della mia torta. Che ci vogliamo fare? Niente, meglio diventare vecchi, perché l’alternativa di crepare giovani non è granché affascinante! Voglio pensare alla mia futura vecchiaia, quando sarò veramente una cariatide ottuagenaria che passerà la giornata a strapparsi i baffi con la pinzetta e a litigare con le calze e la pancera in caduta libera, esattamente come la pelle. Penso a quando sotto le braccia non avrò più dei muscoli tonici, ma delle ali di pellaccia e potrò volare come un petauro (o scoiattolo volante), a quando non mi servirà più il frullino per sbattere le uova, ma basterà immergerci un dito tremante e aspettare…   Quindi ecco i miei buoni propositi per quando sarò un’arzilla vecchietta (manca ancora molto tempo, ma visto come gira in fretta meglio premurarsi):

SE…

1)    Se mi verrà la classica asma da vecchiaia, mi premurerò di tacchinare solamente prestanti uomini biondi ossigenati. Anche se il sesso a 80 anni è come giocare a biliardo con una corda o a Shangai con gli spaghetti cotti…

2)    Se proprio devo invecchiare, voglio diventare talmente vecchia che quando avrò bisogno di cure non andrò dal geriatra ma da un archeologo! Voglio poter raccontare che non sono stata portata da una cicogna, ma da uno pterodattilo!

3)    Se a ottant'anni dovrò cambiare casa, andrò al settimo piano di un palazzo senza ascensore. Poi chiamerò tutti i giorni il garzone del fornaio, l’idraulico, il falegname, il fabbro e l’elettricista. Quando saranno arrivati da me, stremati e mezzi morti, sarò contenta: avrò trovato il modo per sentire ancora ansimare degli uomini…

4)    Se avrò ancora la fortuna di avere un marito, spero di arrivare alle nozze d’oro e di festeggiare a “tarallucci e vino”. Credo già di sapere come finirà: avremo 90 anni suonati e  io mi stupirò nel sentire che lui ha un affare più grosso del doppio rispetto a quando aveva trent’anni! Lui però mi smentirà dicendo che è solo perché è piegato in due… 

5)  Se proprio devo, voglio arrivare a cento anni. Quando verranno ad intervistarmi e il giornalista mi dirà: “Benissimo, nonna! Spero di essere qui ad intervistarla l’anno prossimo per i suoi cento e uno anni!”, io gli risponderò: “ Perché? Lei ha problemi di salute?”.

6)     Se festeggerò il sessantesimo anniversario del mio trentesimo compleanno, eviterò di mettere le candeline sulla torta. Non vorrei che la scambiassero per un fungo atomico o per la lanterna di Genova…

E qui siamo a posto… Altro argomento problematico...Chiaramente, con il passare degli anni la mia presunta bellezza sparirà. Non che mi ritenga chissà che, però quel poco che ho sfiorirà. Le zanzare mi pungeranno ad occhi chiusi e gli scarafaggi mi spruzzeranno il Baygon. Mi verrà un naso come un aspirapolvere (perché quando si invecchia il naso e le orecchie diventano spropositati) e tutte le foto che mi faranno verranno fuori criptate.  Insomma, in poche parole, sarò io a far piangere le cipolle… Cosa farò? Mi farò dare una sistematina dal chirurgo plastico? Questo mai, anche perché, con la mia fortuna, mentre sono sotto i ferri con l’anestesia che non prende potrei sentire frasi come queste:

- Questa pelle teniamola…Ci servirà per l’autopsia…

- Ho sbagliato flaconcino, ho usato l’Attak al posto del collagene…

- Bene, ragazzi! Questa qui è un esperimento per tutti noi!

- Infermiera, la paziente ha firmato per la donazione degli organi?

- Assistente, si metta in contatto con la Funeraria Brambilla…

- Passami la mola, qui c’è troppa ruggine!

-  Dai una ciabattata a quello scarafaggio prima che salti qui dentro!

-  Oh cazzo! Manca la pagina 12 delle istruzioni per l’intervento!

Ho capito tutto. Niente depressione e niente strani pensieri. Allegria e su di morale!!! In fondo la vita è bella se la si prende per quella che è: ad ogni stagione la sua soddisfazione. Passeranno gli anni, ma in fondo chissenefrega!!! L’importante è ESSERCI! E ho intenzione di rompere le scatole a tutti fino al mio centesimo compleanno! Quindi : tanti auguri a me e…Tanti auguri a tutti: di essere tranquilli e tutto sommato felici come lo sono io!

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giovedì, 14 giugno 2007

GENTE DA PALESTRA

MOMENTO: Questo periodo

LUOGO: Palestre

Si avvicina l’estate, la prova costume incombe o per qualcuno è già una realtà (anche se i vacanzieri di giugno stanno facendo i conti con un tempo piuttosto bizzoso). Tutti gli anni è la stessa storia, trita e ritrita: durante i mesi in cui si sta coperti si gozzoviglia e non si fa una mazza in termini di attività fisica; quando giunge la tremenda ora di scoprire il proprio “monumento personale” puntuale giunge la crisi da chili di troppo! Allora via di corsa, tutti in palestra e chi non ama la palestra o non se la può permettere via di corsa e basta. Verso aprile/ maggio cominci a vedere sciami di ciclisti o di runners improvvisati, paonazzi da far paura, sull’orlo della sincope e sudati come dei lottatori di sumo rimasti chiusi in una sauna. Io, che sono un’istruttrice di aerobica e fitness, tutti gli anni mi vedo passare davanti (oltre alle mie care clienti abituali e alle persone normali) un delirio di gente che mi fa venire l’orticaria solamente a pensarci. Eccone una breve ma significativa descrizione e iniziamo dal gentil sesso:

-          La FDL (sigla contratta di Figa di Legno): età tra i 20 e i 40, di aspetto passabile. Arriva in tenuta trendy, tutta rigorosamente firmata. Non appena entra ti fa un sorriso a sessanta denti e ti domanda, con la boccuccia a culo di gallina, se ci sono corsi di Toning, Conditioning, Swimming, Cycling, insomma tutti quei corsi che finiscono con –ing perché fanno figo e sono le attività più "in" del momento. Tu la guardi con compassione e vedi nei suoi occhi il riflesso di Cip e Ciop, gli due unici neuroni che ha. Alla fine le proponi un corso intensivo di vaffanculing!

-         La SCIURA: età sulla cinquantina. Solitamente ha le dimensioni di uno scaldabagno, ma ti si para davanti  con indosso un completino attillato di colore fluo, tanto che potrebbero usarla benissimo come lampada per il faro di Genova.  Non è nemmeno entrata dalla porta che già ti ha fatto vedere tutti i rotoli di ciccia che deve assolutamente smaltire in 15 giorni. Tu replichi che non sei Padre Pio e le indichi la più vicina macelleria, per il trattamento affettatrice.

-         L’ ENCICLOPEDICA: età over 30, aspetto di solito magro/stitico. E’ quella che come mette piede in palestra ti squadra da capo a piedi, poi si guarda in giro e fa una perlustrazione della sala. Manca solo che passi il dito sugli attrezzi per vedere se c’è polvere. Poi ti si avvicina, ti dice che lei ha bisogno di tonificarsi e ti elenca tutti i muscoli del corpo umano compresi  lo sternocleidomastoideo e il corrugatore del sopracciglio. Ti elenca tutti i corsi che ha già frequentato e i seminari a cui ha partecipato per tenersi informata. Se è proprio spudorata ti chiede che qualifica hai e magari pure il tuo numero di scarpe e il codice fiscale. Non resta che dirle che ti sei laureata a pieni voti a San Gimignano, al museo della tortura e che, per iniziare, vorresti proporle un paio di cosine che di sicuro non ha provato: una sauna nella vergine di Norimberga oppure un simpatico corso di stretching su un banco di stiramento.

-         La FALSONA IPOCRITA: tutte le età: non appena prende un minimo di confidenza approfitta di tutti i cambi di lezione per venire a sparlare della palestra concorrente o della collega istruttrice. Alla fine scopri che ha fatto la stessa cosa contro di te sia nella palestra concorrente che con la collega. E’ la tipica persona che ha il posteriore come una portaerei, crivellato di cellulite come un groviera, due gambe che sembrano due colonne rubate al Partenone, la pancia che sembra il marsupio di un canguro, eppure viene lì a commentare il fisico delle altre e magari ha il coraggio di dire anche a te che hai messo su un chiletto! L’unica soluzione per levarsela dai piedi è darle uno step di cartone che si sfondi al primo passo, facendole fare la figura del pachiderma che le compete.

-         La PISCHELLA: età under 20. Te la ritrovi in palestra o perché sua mamma le ha detto che fa ribrezzo (la mamma appartiene spesso alla categoria enciclopedica), oppure perché trova il pretesto per uscire la sera. Nel primo caso la vedi lì che boccheggia e annaspa durante la lezione e ti guarda con occhi che implorano misericordia. Nel secondo caso non la vedi proprio, perché non appena accendi la musica questa sparisce e va a fare attività fisica di altro genere dietro i cespugli attorno alla palestra con il rimbambito di turno!

E ora passiamo agli uomini:

-         L’UOMO VERO: età over 30. Arriva e ti dice che vuole fare palestra per passatempo perché lui in realtà non ne avrebbe bisogno.  E’ di solito abbronzato e vestito sportivamente. All’apparenza sembra di fisico tosto, ma ti viene il dubbio perché la sua parlata ha un non so che di asmatico. Infatti sta trattenendo il respiro per tener dentro la pancia. Se avrai la furbizia di non farlo andar via subito, non resisterà, sarà costretto a respirare e a far vedere che si è praticamente ingoiato un catino!

-         L’ENFISEMA: tutte le età. Non appena lo vedi ti commuovi. Sembra uno di quei cani spelacchiati abbandonati in autostrada sotto il sole di agosto. E’ magro come un chiodo, tanto che gli guardi il torace e vedi dall’altra parte. Ha un colorito che varia dalla tonalità cadavere a quella gorgonzola (con vene azzurrognole in vista). Ti prepari a dirgli che non sei Padre Pio, come nel caso della sciura, e a offrirgli una barretta energetica, ma lui si avvicina e ti dice che deve fare stretching per allungare i muscoli, perché fa già attività di potenziamento. Ti chiedi dove la faccia, se sia uno scartatore di caramelle o un lanciatore di riso ai matrimoni e ti vien voglia di chiedergli, visto che fa già potenziamento, di aiutarti a spostare un bilanciere da duecento chili…

-         Il MARPIONE: età 30 – 40. Non gliene frega un accidente di fare palestra. Lui è lì per cuccare. E’ il classico tipo che si annota le conquiste e gareggia con i suoi simili a chi ne fa di più. E’ del tipo esperto di musica e magia, cioè ti tromba e poi sparisce. Lo senti arrivare da chilometri di distanza a causa del rombo della sua macchina sportiva che poi scopri essere un telaio di una Fiat, con motore smarmittato, con carrozzeria di Ferrari o Porsche in vera plastica, montata in Giappone. La prima cosa che ti chiede è che cosa fai dopo l’allenamento e fa la stessa domanda a tutte quelle che incontra, compresa la donna delle pulizie. Non fa un cavolo per tutta la sera, tranne girare a prendere numeri di cellulare. Ha una sua teoria che recita che per andare in palestra si fa fatica e basta e serve indossare abbigliamento tecnico costoso, mentre per fare sesso si fa fatica ma è bello e basta levarsi di dosso quello che si ha: un incentivo al risparmio.

-         L’IRRIDUCIBILE: età over 60. Di solito è già tutto a pieghe come uno Sharpei e da giovane non ha mai fatto nulla in termini di attività fisica. Arriva e pretende di ritornare agli antichi fasti. Tu cerchi di spiegargli che sarebbe come ridare splendore alle rovine del Foro Romano, ma non sente ragioni. Cerchi almeno di fargli capire che non deve esagerare con lo sforzo, ma lui vuole fare il supergiovane e ti chiede una scheda alla portata di Arnold Schwarzenegger. Prima che entri in palestra, tutte le volte vai in chiesa e accendi un cero a San Gennaro perché lo preservi dall’infarto almeno per il tempo che rimane ad allenarsi.

-         Lo SFIGATO: età dai 20 ai 50. Come entra in palestra cerca di fare il simpatico e si mette a raccontare barzellette stravecchie che già si raccontavano gli antichi romani per tenersi allegri durante le guerre puniche (tipo fantasma formaggino per intenderci). In alternativa fa il giro della palestra dando pacche sulle spalle e facendo battute a gente praticamente sconosciuta che immediatamente lo cataloga come imbecille senza via di ritorno. Lo sfigato non perde occasione per mettersi in mostra: si presenta vestito come Tony Manero in “Staying alive”, in sala pesi cerca di sollevare pesi assurdi rischiando l’ernia o nella migliore delle ipotesi rischiando di cagarsi addosso, si cimenta in corsi coreografici ma ottiene di sembrare un orango con le convulsioni. Fa tutto questo perché è consapevole della sua condizione di sfigato, ma non è consapevole del fatto che rischia solo di peggiorare la situazione…

Per ora mi fermo qui, qualche categoria l'ho saltata altrimenti avrei scritto un romanzo...

giovedì, 17 maggio 2007

RIFORMA DELLA SANITA’: NUOVO CODICE DEI DIRITTI DEI MALATI

MOMENTO: Di riflessione

LUOGO: Qui

In questi ultimi anni ho dovuto fare i conti più di una volta con dottori e ospedali, non per me, che essendo bestia grama sono dura a cedere, ma per i miei parenti. Ne ho viste veramente per i santi e per i beati, tanto da arrivare a dire: “In che cavolo di mani ci affidiamo!?”. Tra incompetenti, ciarlatani, contaballe e maniscalchi mancati ho collezionato un bel campionario di deficienti con la laurea, pieni di vanagloria ma completamente spanati di cervello. In virtù di ciò, ho pensato di scrivere un codice dei diritti dei malati, fatto a immagine e somiglianza dei “dottoroni” che ho avuto il piacere di  incrociare.

CARTA DEI SERVIZI (sinonimo di carta igienica)

1 – A ogni cittadino che entri in ospedale è consentito farsi il segno della croce. Qualora il cittadino fosse di religione differente, potrà fare il segno che vuole, basta che non ammicchi asso o settebello.

2 – Tutti i malati sono uguali davanti alla malattia, ma quelli che conoscono il primario sono più uguali degli altri.

3 – Il malato è un essere umano  e in quanto tale va trattato. Anche dopo un’operazione va trattato con il massimo rispetto, senza sbatacchiarlo troppo mentre lo si trasferisce all’obitorio.

4 – Il malato ha diritto a ricevere le iniezioni un giorno in una chiappa e un giorno nell’altra, salvo la domenica quando verrà punto in tutte e due le chiappe per santificare la festa.

5 – Nel caso in cui il malato non vedesse il medico da una settimana, ha diritto di chiedere se è vivo. Non se è vivo il dottore, ma se è vivo lui!

6 – L’orario della sveglia, delle visite e dei pasti deve essere organizzato in funzione dei bisogni del malato, fatta eccezione per i bisogni dei medici e degli infermieri. Se il malato non è d’accordo, può protestare con la suora, che fa il comodo suo pure lei.

7 – Il cibo deve essere servito senza far sapere come è preparato. Se il malato lo viene a sapere, ha il diritto di andare a vomitare in bagno. E comunque il malato ha il diritto di pensare che c'è chi sta peggio di lui: quel povero pollo lesso smollacchioso e insipido che gli sta nel piatto, sta decisamente peggio!

8 – A ogni malato deve essere garantito un ambiente silenzioso con la necessaria privacy, tipo armadi a muro e ascensori bloccati al terzo piano. I malati che abbiano bisogno di aria (di che qualità non ha importanza) potranno chiedere di essere trasferiti nella corsia d'emergenza della tangenziale.

9 – Se un malato viene dichiarato erroneamente sano a causa di uno scambio di lastre, questi ha il diritto di pensare allo spavento che si piglia l’altro che non ha niente ma gli dicono che invece è ammalato.

10 – Il malato ha il diritto di sapere che, se si cura, il suo male passerà in una sola settimana, mentre, se non si cura, passerà in ben sette giorni!

11 – Il malato ha il diritto di conoscere la sua diagnosi, che consiste nel talento molto sviluppato fra i medici nell'intuire l' ammontare del suo conto in banca in modo da poter stabilire quanto a lungo debba essere ammalato.

12 – Il malato che entra in ospedale non è più una persona, ma diventerà un “caso”. Infatti se guarirà, sarà proprio per caso.

13 – Anche dopo morto il malato avrà diritto alla sua importanza: per i fiorai e l’agenzia delle pompe funebri. Anche le ossa serviranno alla resurrezione della carne, perché rinascere disossati è  un’impresa assai ardua.

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categoria:pensieri, salute, persone, roba da matti
lunedì, 23 aprile 2007

IL BRUTTOMETRO

MOMENTO: Dipende (tutti a volte ci sentiamo brutti)

LUOGO: Davanti allo specchio

Capita a tutti di non sentirsi particolarmente attraenti. Sono convinta che anche Naomi Campbell o Brad Pitt si sveglino la mattina con l’alito fognato, i capelli alla “Noi speriamo in Dio” e le cispe agli occhi! Io mi sono svegliata stamattina che avevo le pieghe della federa tatuate in faccia e sembravo un guerriero Maori. C’è voluta mezza mattina buona prima di riacquistare le sembianze umane e perdere quelle da quadro di Picasso.  In virtù di questo fatto ho pensato di presentare il test del “Bruttometro”.  Vedete voi che uso farne: se “autotestarvi “ o se compilarlo pensando a qualcuno in particolare … Bisogna semplicemente rispondere sì o no alle affermazioni e poi contare i sì (ogni sì vale un punto). Pronti?

1)      Quando sono nato/a il dottore mi ha guardato/a in faccia, mi guardato il sedere e poi ha detto: “Toh! Sono due gemelli!”

2)      Quando sono nato/a mio papà non ha mandato le partecipazioni. Ha mandato un biglietto di scuse a tutti i parenti.

3)      Quando hanno fatto il filmino del mio battesimo, hanno messo la colonna sonora dell’Esorcista.

4)      Da piccolo tentavano tutti di mettermi la supposta per via orale.

5)      Ad Halloween hanno sempre dato più caramelle a me che agli altri bambini e io non ero manco mascherato/a

6)      Ho uno strano potere: riesco a far passare immediatamente il singhiozzo alla gente.

7)      Il prete della mia parrocchia quando mi vede prende immediatamente il crocifisso e me lo punta contro tipo laser.

8)      Quando mangio una fetta di limone, è il limone che fa le boccacce!

9)      Quando scatto una foto ai miei amici, vengono sempre tutti con gli occhi chiusi.

10)   Quando tentano di scattarmi una foto con la Polaroid, la foto si rifiuta di uscire dalla macchina.

11)   L’unica volta che mi è apparso un fantasma, ho dovuto rianimarlo.

12)   Nessuno mi chiede mai l’elemosina al semaforo. I poveretti si avvicinano e sono loro a lasciarmi i soldi e lo spazzolone per lavare i vetri, con tanti auguri.

13)   Al supermercato mi mandano sempre alla cassa rapida.

14)   In farmacia vendono le mie foto come lassativo.

15)   Ho trovato uno scarafaggio in cucina e mi ha spruzzato il Baygon.

16)   Quando vado allo zoo devo comprare due biglietti: uno per entrare e uno per uscire.

17)   Tutte le volte che vado in bagno, lo sciacquone parte da solo!

18)   Sulla mia carta d’identità c'è una foto fatta di nuca.

19)   Mi hanno ingaggiato per fare l’indossatore/indossatrice: di passamontagna.

20)   Ho quasi 120 anni e la morte non vuole saperne di venire a prendermi.

Veniamo ora ai punteggi: se avete totalizzato da 0 a 3 punti siete nella media, da belli a bellocci, fino ad arrivare alla normalità. Se avete totalizzato 4 o 5 punti, beh, con un bicchierino di troppo, non siete neanche male.  Se avete totalizzato fino a 10 punti conviene chiedere l’aiuto di un buon chirurgo plastico o, in mancanza di soldi, farvi fare un guardaroba in cartongesso (dei paraventi). Se siete arrivati a quota 15 punti, avete diritto ad un soggiorno gratis di due settimane a Lourdes con continue  immersioni nella fontana benedetta. Se avete totalizzato da 15 a 20 punti … Siete un caso clinico. Fate qualcosa! Se un rospo si è trasformato in un bellissimo principe, il brutto anatroccolo in un magnifico cigno, il bruco in una splendida farfalla... Voi quando cacchio avete intenzione di trasformarvi?   

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categoria:donne, uomini, domande, risate, persone, bellezza
giovedì, 19 aprile 2007

CLASSIFICAZIONE DEGLI AUTOMOBILISTI

MOMENTO: Troppo spesso

LUOGO: Per strada

La strada è come un zoo. Ci vagano decine e decine di specie animali che vengono classificate come “automobilisti”.  Nonostante la generalizzazione, ci sono esemplari per tutti i gusti e per tutti i nervi. Vediamo di fare ordine in questo variopinto mondo di lamiere contenenti esseri viventi alquanto originali. E se qualcuno si dovesse riconoscere in una delle categorie citate … Beh … Ci rida su e poi passi ad una giusta riflessione.

L’INCAZZATO:  questa è una specie piuttosto numerosa. Si tratta di automobilisti con la bile in perenne ebollizione. Gli altri automobilisti sono come carne da macello. Non è prudente tagliargli la strada o mandarlo a cagare dopo una sua manovra acrobatica (inversione a U con doppio avvitamento “alla bella ballerina” , sorpasso dentro e fuori “alla zig zag di calabrone” o tipico parcheggio “alla cazzo di cane”). Se provocato, l’incazzato si lancia in improperi irripetibili: vi affianca, tira giù il finestrino e vi riempie di complimenti. Se fa freddo, tiene il finestrino chiuso ma all’interno dell’abitacolo si possono comprendere benissimo movenze e labiale da gentleman.

L’ ATTAK:  è quello che vi si piazza dietro a cinque centimetri di distanza, mentre siete in sorpasso a tavoletta. Non potete spostarvi perché sull’altra corsia c’è una processione di auto che vanno a 80 all’ora. Non potete frenare altrimenti quello vi tampona e rischiate un immediato decollo. Non potete accelerare perché altrimenti rompete la barriera del suono. L’Attak che avete dietro ne farà di ogni per farvi capire che vuole passare: dai classici fari, ai segnali di fumo, fino ad arrivare al lancio di razzi segnalatori di presenza.

LO STOP AND GO: è l’automobilista che vi snerva con il continuo frenare e ripartire. Frena dappertutto, anche in rettilineo, anche se la strada è completamente deserta. Vi fa venire il mal di mare perché anche voi siete costretti a frenare ripetutamente e a dondolare come se foste in groppa ad un cammello. Dopo tre attacchi di angina dovuti al rischio di tamponamento, decidete di superarlo. Mentre sorpassate vi trasformate temporaneamente in un “incazzato”, lanciando insulti a tutta la famiglia del frenatore incallito.

IL DISCOFEVER: guidare e stare attento alla strada sono particolari secondari per il “Discofever”. È troppo preso ad ascoltare la radio e a muoversi di conseguenza. Balla, si agita, canta a squarciagola dentro l’abitacolo della sua auto. E' sicuramente simpatico, ma finisce per fare irrimediabilmente la figura del pirla, visto che ha i finestrini chiusi e voi non lo potete sentire. Rischia perennemente di spalmarsi  sul muro, soprattutto se chiude gli occhi e imita gli assoli di chitarra di Van Halen o di Carlos Santana o se ciondola la testa in stile Bob Marley strafumato!

IL CENTRALINISTA: è un classico di questi tempi.  Il centralinista legale è quello che sembra parlare da solo come un deficiente, per via dell’auricolare o del blue tooth. Il più pittoresco però è il centralinista illegale, cioè quello che tiene il telefonino tra la spalla e la testa. È un mistero come riesca a guidare, infatti spesso si incarra da qualche parte e lo vedi lì sul ciglio della strada, con la macchina demolita mentre, guarda caso, telefona! Se sta viaggiando con qualcuno di fianco, solitamente quel poveretto avrà l’espressione di chi si sta  letteralmente cagando addosso.

IL TAMARRO: si presenta con la macchina con marmitta sdoppiata e rombante, solitamente nera con minigonne, alettone e led colorati che la fanno sembrare una specie di Supercar dei poveri. All’interno pendono ovunque portachiavi e pupazzetti. Il dietro dell’auto è tappezzato di adesivi: dal bambino che piscia della Rams, al dito medio, al cane incazzato. Il tamarro vuole dare un’aria aggressiva a tutto il suo mondo, così tutti si aspettano che dal veicolo salti giù un surrogato di Batista o di Undertaker. Solitamente da queste auto invece scende un pischello alto un metro e una ciabatta e dal peso di 40 chili scarsi. In più è ricercato dal WWF per il continuo sterminio di moscerini .

IL MANAGER: è riconoscibile ovunque. Ha un macchinone esagerato, lustro e senza manco un graffio. All’interno sedili in pelle (chiara) e lui: mega lampadato, occhiali da sole ultratech, capello ingellato, vestito elegante o sportivo ma di classe. Non vi caga manco di striscio, soprattutto se deve sorpassare  il vostro Pandino smarmittato da dieci euro. In realtà non vi guarda perché non può girarsi da tanto è imbalsamato e inamidato.

IL BRADIPO: lo trovate immancabilmente quando siete in terribile ritardo. Va a 30, massimo 40 all’ora. Solitamente ha un’età che varia tra i 60 e gli 80 anni, non ci vede una cippa e ha una macchina che va a manovella. Non si riesce mai a sorpassarlo: quando vi mettete in posizione, il bradipo si sposta a sinistra, impedendovi di superarlo. Poi ritorna in corsia, al posto giusto, in attesa che ritentiate il sorpasso.  Anche in questo caso il passo per trasformarsi in “incazzati” è veramente breve!

Queste tipologie di automobilisti possono essere coniugate anche al femminile, ma c’è una categoria che è solamente riservata alle donne.

LA DONNA AL VOLANTE: guida ma non ha la più pallida idea di che cosa stia guidando. E’ convinta che “Diesel” sia solo una marca di abbigliamento o che prima, seconda, terza, quarta e quinta siano solo taglie di reggiseno. Crede che le candele si cambiano quando si sono sciolte e che i dischi dei freni sono il prodotto di un gruppo musicale. La ventola serve per fare fresco e la sospensione è una cosa che viene data alle auto che si comportano male a scuola guida.

In mezzo a cotanta umanità ci sono gli automibilisti normali, quelli che tutti i giorni devono fare i conti con gli imbecilli che popolano il mondo, quelli a cui piacerebbe andare per strada alla guida di un carro armato o di un caterpillar...     

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categoria:donne, uomini, motori
martedì, 17 aprile 2007

IL GALATEO A TAVOLA

MOMENTO: Alla bisogna

LUOGO: Ristorante o anche casa propria

Nessuno conosce più la buona educazione! E che è? Santo cielo, al ristorante si vedono certe scene da rabbrividire. Gente che mangia come se non avesse mai mangiato, che parla a bocca piena, che usa le mani per portarsi alla bocca persino il budino. Visto che nessuno ci pensa, ci penso io! Calmi, tranquilli, ci penso io alla mia maniera, con poche e semplici regole che, vi garantisco, non potrete più dimenticare! Allora, iniziamo …

1 - Non tenete mai  i gomiti poggiati sul tavolo, perché potrebbe venirvi un abbiocco e di conseguenza la tentazione di appoggiare la testa sulle mani. Se disgraziatamente perdeste l'appoggio, potreste finire con la faccia nella minestra.

2 - Non usate il coltello per lanciare palline di mollica di pane agli altri commensali! Piuttosto usate il cucchiaio, perché l'effetto catapulta è senza dubbio migliore.

3 - A fine pasto, se vi esce un graziosissimo rutto, ricordatevi di mettere la mano davanti la bocca. Se poi le mani le mettete tutte e due intorno alla bocca, potreste ottenere un effetto “cassa di risonanza” che scatenerebbe l’ilarità nei commensali.

4 - Se, dopo esservi puliti i denti con lo stecchino, lo masticate, non sputate i pezzettini di legno in faccia ai commensali: sputateli sul pavimento o, se la compagnia non vi è gradita, nel tovagliolo del vicino.

5 - Dopo aver fatto lo sgambetto al cameriere, carico di piatti, è buona creanza chiedergli scusa con un sorriso innocente.

6 - A tavola non infilatevi le dita nel naso per pulirvelo, sono decisamente più comodi  i grissini.

7 - Se lo stomaco risente del cibo ingerito ed i gas intestinali cercano di uscire, cercate di farla in un sacchetto.  Eliminerete l’inconveniente del cattivo odore, a meno che non vogliate far esplodere il sacchetto schiacciandolo tra le mani e far svuotare in un batter d’occhio l’intero ristorante.

8 - Se al tavolo i vicini di posto invadono parte del vostro spazio, è buona regola dare loro una gomitata nelle costole. Se a ciò aggiungerete un sorriso, si sposteranno gentilmente.

9 - Usate la forchetta grande per infilzare le mani dei vostri commensali, quando questi cercheranno di prendere l'ultimo boccone  rimasto sul piatto di portata.

10 - Quando, cercando di infilarla con la forchetta, una oliva sfugge e si infila nella scollatura di qualche signora,  pulitevi bene le mani con il tovagliolo prima di recuperarla.

11 - Se siete al ristorante da soli, evitate di fare domande per attaccare bottone con il vicino. Altrimenti potrebbe succedervi una cosa come questa. Un tale si siede a un tavolo del ristorante e ordina per antipasto crostini alle noci, per primo spaghetti al pesto e noci, per secondo scaloppine alle noci, per dessert una bella fetta di torta di noci e per finire un bicchiere di nocino. Arrivato al dessert il vicino incuriosito chiede: "Permette una domanda?!?!". E il signore: "Prego...". "Per quale motivo ha ordinato un pasto intero a base di noci?!?!". "Deve sapere che mio nonno è vissuto in buona salute fino alla veneranda età di 105 anni!!". E il cameriere incuriosito: "Mangiando noci?!?!?". "No!! Facendosi i cazzi suoi!!!"

12 –  Se siete in un locale affollato, cercate di avere pazienza con il personale. Non arrabbiatevi, tanto non otterreste nulla lo stesso.  Potrebbe capitarvi qualcosa di simile: "Cameriere, l'ho chiamata 5 volte! Non ha le orecchie?". "Certo, come le preferisce? Ai ferri o bollite?". Nel tempo di attesa approfittate invece per rendere l'atmosfera piacevole con allegri scherzi da caserma.

E dopo questa lista di consigli, non mi resta che dirvi buon appetito!

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categoria:consigli, cibo, proposte, allegria, roba da matti
sabato, 14 aprile 2007

LA MENOPAUSA

MOMENTO: Più tardi che si può!

LUOGO: Donna

L'orologio biologico fa tic tac, gli anni volano e senza accorgerci ci stiamo avviando dall'essere leggiadre e sorridenti pulzelle al divenire cubiche cassepanche incazzate. E' un destino amaro, ma purtroppo dovremo invecchiare anche noi, splendidi gioielli della natura... Tanto per rigirare il coltello nella piaga la sottoscritta, nota bastarda da competizione fortunatamente autoironica, vuole mettere i puntini sulle i e spiegare "scientificamente" i cambiamenti che avverranno una volta superata la famigerata soglia degli "anta". La terribile menopausa!

AUMENTA LA MASSA GRASSA: non saremo più delle eteree fatine però potremo stare in piedi davanti allo specchio e vedere il nostro posteriore senza fare acrobazie da contorsioniste per voltarci indietro!

IN MENOPAUSA RALLENTA LA CRESCITA DEI PELI: è una vera benedizione! Così avremo più tempo per strapparci i baffi!

CALA LA MASSA MUSCOLARE E LA PELLE SOTTO LE BRACCIA PERDE TONO: non potremo più far parte della categoria delle donne che vanno in giro con magliette senza maniche, però in compenso potremo imparare a volare da un albero all’altro come i petauri (gli scoiattoli volanti).

CALA LA MASSA MUSCOLARE E LE GAMBE PERDONO TONICITA’: potrebbe sembrare un grave problema. In realtà per fortuna ci sarà la panza che arriverà a coprire le gambe!

IL DECOLLETE’ SI AFFLOSCIA E I FIANCHI SI ESPANDONO: non dovremo farne un dramma, perché conosceremo tante persone che ci vorranno bene per la nostra saggezza e la nostra esperienza. Non si potrà per caso fare cambio tra le nuove conoscenze e tette sode e sedere alto?

IN MENOPAUSA BISOGNA FARE LA MAMMOGRAFIA: sarà una mezza tortura, però ci consolerà il fatto che ancora qualcuno ci chiederà di metterci in topless!

LA QUALITA’ DEL SESSO MIGLIORA: non è perché non ci sarà più l’incubo delle gravidanze indesiderate. E’ perché ogni volta si innalzeranno lodi a Dio per aver trovato un uomo disposto a farlo!

I FIGLI CRESCONO E SI HA MAGGIORE LIBERTA’: sarà una bella conquista! Peccato che quando vedremo i nostri figli adolescenti ciabattare per casa come fancazzisti incalliti con il cellulare in mano ci chiederemo se valeva la pena di farci venire le smagliature e la pancia floscia per dei simili esseri!

SI HANNO A VOLTE DELLE PERDITE DI MEMORIA: non sarà un bell’avvenimento, anche perché ci sarà una cosa che riusciremo a ritenere meglio di prima: i liquidi! E ricorderemo le nostre gambe da ventenni, mentre guarderemo sconsolate i due enormi Buondì Motta che ci saranno rimasti …<